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Il caso


Una mattina di aprile, Robert Gallo, uomo d'affari italoamericano, entra alla Bank of American di New York. E' sui quaranta, ben vestito, curato e gentile, chiede di parlare col direttore.
Ho bisogno di 5000 dollari, li restituisco al termine di due mesi, con i dovuti interessi,dice.
Il direttore prima parla di interessi, poi di garanzie
- Non c'è problema, vi lascio la mia Ferrari, è nuova ed è mia
risponde Robert Gallo mostrando il libretto, e continua
- Se entro mezzogiorno del 15 di Giugno non vi restituisco la somma e i 234 dollari di interesse, la macchina è vostra!
Una stretta di mano e l'accordo si conclude, Robert Gallo lascia le chiavi della macchina ed esce salutando affabilmente.
Passa la prima settimana e del signor Gallo nessuna notizia, così passa la seconda, e la terza, e la quarta settimana.
Fino a che manca un'ora alla scadenza prestabilita e il direttore non nasconde l'eccitazione per l'affare quasi concluso, quando d'un tratto rispunta lui, il signor Gallo.
Sempre ben vestito, sempre curato, sempre affabile. Restituisce i 5000 dollari di prestito e i 234 di interessi. Sta per salire in macchina quando il direttore
- Signor Gallo, mi dice come una persona con una Ferrari possa aver avuto bisogno di 5000 dollari di prestito?
E Robert Gallo risponde:
- E lei mi dice dove avrei potuto trovare un magazzino nel centro di New York per due mesi a 234 dollari?

Il doppio caso


Troppo vecchio per fare rock'n roll,
troppo giovane per morire.
Di Till Neuburg.

Giorni fa, quando il commercialista mi ha detto "Ma chi te lo fa fare a occuparti di così tante cose?", avrei voluto citare il vecchio pifferaio dei Jethro Tull, ma non credo che l'avrebbe presa bene.
Allora gliel'ho girata in altro modo: "Sai, gli annunci pubblicitari sono oggi così numerosi che vengono osservati con distrazione; perciò è diventato necessario conquistare l'attenzione con magnifiche promesse o con una dialettica a volte sublime, a volte patetica".
E lui, col tipico sguardo di uno che non ha capito una mazza: "Ho capito!" Infatti.
Avevo citato Samuel Johnson - mica Babbo Fabris o St. Niklaus Davi. Roba del 1759.
Longeva. Déjà-vu.
Volevo fargli capire che la mia vita da rom nei campi nomadi delle idee, tra tanti poeti e navigatori sull'internet, faceva parte del kit di sopravvivenza.
Che guardarsi in giro come faceva la bambina de "L'esorcista", era inevitabile, necessario, user friendly - per i miei colleghi, per i clienti, per me.
"Vedi, anche tu non compili più le dichiarazioni con la biro - come faresti senza database, sms, e pidieffe?".
Avevo segnato il golden goal, un autentico effetto speciale.
Non per niente, il mio tassenaro rispose: "In effetti.".
Ecco. Ciò che il mio 'ragiunatt' aveva capito quasi da solo, nel nostro giro è ancora una never ending story, un colossal con troppi take e con troppe comparse.

Editoriale de "Il latore della presente"
numero 4 del 5 luglio 2005

Il triplo caso


Questa cosa che chiamano creatività.

Nella tribù degli Scimpanzé Ambarabà il più importante rito sociale (dopo il sesso) è togliersi le pulci.
Il rito si svolge sempre nello stesso modo.
Uno scimpanzé toglie la pulce da un altro scimpanzé.
La prende con la mano destra e la schiaccia fra i denti.
Così è sempre stato e così sarà per sempre. Ma non proprio per sempre.
Un giorno, per caso, lo scimmiottino Bimbo, figlio del grande capo Bambo, nasce mancino e con i denti guasti.
Prende la pulce con la mano sinistra e la schiaccia contro un albero.
Il popolo degli Scimpanzé Ambarabà, entusiasta ed esultante, grida: "come è creativo lo scimmiottino Bimbo!" Poco dopo tutti gli Scimpanzé Ambarabà prendono le pulci con la mano sinistra e le schiacciano contro gli alberi.
E così sarà per sempre. Ma non proprio per sempre.
Un giorno, per caso, lo scimmiottino Dumbo, figlio del grande capo Dimbo, nasce molto miope.
Non vede che cosa fanno gli altri. Istintivamente prende la pulce con la mano destra e la schiaccia fra i denti.
Il popolo degli Scimpanzé Ambarabà, entusiasta ed esultante, grida: "come è creativo lo scimmiottino Dumbo!" Poco dopo tutti gli Scimpanzé Ambarabà prendono le pulci con la mano destra e le schiacciano fra i denti.
E così sarà per sempre. Ma non proprio per sempre.
Un giorno, per caso, lo scimmiottino Zombo, figlio del grande capo Zambo...

Giancarlo Livraghi (1990)
Da "Il latore della presente"
numero 4 del 25 luglio 2005


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